
Il Battistero Neoniano, detto anche degli Ortodossi, è un
battistero presente a Ravenna risalente al V secolo e prende il
nome dal vescovo Neone che ne ha fatto proseguire la costruzione
dopo il suo predecessore Orso.
La sua costruzione è stata avviata intorno al 400 e si è conclusa
nel 450 circa. Neone vi intervenne con importanti opere strutturali,
e in particolare con la costruzione della cupola che venne decorata
con ricchi mosaici ancora oggi visibili. Annesso al Duomo, il battistero
ha forma ottagonale. Una vecchia tradizione, priva di fondamento
storico, vuole che l'edificio fosse costruito sopra il calidarium
delle antiche terme romane. Il mosaico della cupola è diviso in
tre settori concentrici. Al centro della cupola è rappresentato
il battesimo di Cristo, su sfondo dorato (tipico dei mosaici bizantini),
con Gesù e la personificazione del fiume Giordano; attorno alle
due figure sono raggruppati i dodici apostoli e i profeti in campo
blu: la rappresentazione è decorata con arabeschi e greche sempre
a mosaico. Come usuale per gli edifici costruiti a Ravenna nel V
secolo, i marmi architettonici impiegati nel battistero sono di
reimpiego, vale a dire sono stati recuperati da precedenti edifici
in rovina.
Il Mausoleo di Galla Placidia risalente al 450 circa si trova
a Ravenna.
La tomba di Galla Placidia è nella chiesa dei Santi Nazario
e Celso. Ha la pianta a croce latina e una cupola interamente decorata
a mosaico rappresentante otto apostoli e figure simboliche di colombe
che bevono da un vaso romano.
Gli altri quattro apostoli sono rappresentati sulla volta
dei bracci trasversali. Sulla porta è presente una rappresentazione
di Gesù come buon pastore, giovane, senza barba, coi capelli al
vento e circondato da un gregge di pecore. Di fronte ad esso è posizionato
un motivo ornamentale che si pensa rappresenti simbolicamente san
Lorenzo. Poiché Galla Placidia soggiornava frequentemente a Costantinopoli,
si potrebbe ritenere che l'artista incaricato di questi mosaici
fosse un bizantino.
All'interno di questo mausoleo sono presenti tre sarcofagi:
il più grande si dice appartenga a Galla Placidia, e il suo corpo
imbalsamato fu depositato qui in posizione seduta avvolto in un
sudario che purtroppo fu distrutto insieme ad altri oggetti nel
1577, quando l'interno del sarcofago prese accidentalmente fuoco.
La Cappella del Palazzo Arcivescovile di Ravenna è dedicata a
San Pietro Crisologo.
L'imperatore Teodorico ingaggiò gli architetti romani per
la costruzione di strutture "secolari" e religiose, incluso il palazzo
vicino a Sant'Apollinare Nuovo, conosciuto come il Palazzo di Teodorico,
oggi andato distrutto dopo che fu saccheggiato dai Bizantini nel
539 e divenne la sede degli esarchi e del re dei Longobardi. Carlomagno
utilizzò le colonne di questo palazzo per la costruzione del suo
ad Aquisgrana. Una torre, vestigia dell'antico palazzo di Teodorico
fu abbattuta nel 1295 e quel poco che resta è oggi un muro angolare.
La Basilica di Sant'Apollinare Nuovo si trova nella città
romagnola di Ravenna, fatta erigere per volere di Teodorico nel
505 d.C. per il culto ariano della sua gente, successivamente consacrata
a quello cattolico (VI secolo).
Il Mausoleo di Teodorico a Ravenna fu costruito nel 520 da
Teodorico il Grande come sua futura tomba. È la più celebre costruzione
funeraria degli Ostrogoti.
Il Mausoleo ha una struttura decagonale ed è composto da due
ordini sovrapposti. Il tetto, degno di nota, è composto da un'unica
lastra di pietra d'Aurisina di 300 tonnellate e di 10 metri di diametro.
Una nicchia conduce all'interno in una stanza che era destinata
alle liturgie funerarie. Una scala porta al piano superiore. Al
centro del pavimento si trova un vaso circolare nel quale si pensa
fu sepolto Teodorico. I suoi resti furono rimossi durante la dominazione
Bizantina.

Insieme ad altri sette monumenti di Ravenna fa parte del "Patrimonio
dell'umanità" dell'UNESCO.
La Basilica di San Vitale è una delle chiese più famose di
Ravenna, esemplare capolavoro dell'arte paleocristiana e bizantina.
Iniziato da Giuliano Argentario su ordine del vescovo Ecclesio
nel 525, vivente ancora Teodorico, e consacrato nel 547 dall'arcivescovo
Massimiano, quando Ravenna è ormai da sette anni sotto il dominio
bizantino, questo edificio, summa dell'architettura ravennate, elabora
e trasforma precedenti occidentali e orientali portando alle estreme
conclusioni il discorso artistico iniziato poco dopo l'editto di
Costantino del 313
Sant'Apollinare in Classe è una basilica situata a circa 5
chilometri dal centro di Ravenna.
È stata costruita nella prima metà del VI secolo, finanziata
da Giuliano Argentario per il vescovo Ursicino; fu consacrata nel
549 dall'arcivescovo Massimiano ed è stato dedicato a Sant'Apollinare,
il primo vescovo di Ravenna.
La chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna, visibile
in prossimità della stazione ferroviaria, venne costruita per volontà
di Galla Placidia in seguito ad un voto fatto all'evangelista Giovanni
durante la traversata che da Costantinopoli la condusse a Ravenna:
viste le pessime condizioni atmosferiche, la sovrana promise che,
se avesse toccato terra, avrebbe costruito una chiesa dedicata a
Giovanni nel luogo dello sbarco.
Nel Medioevo la chiesa divenne la sede di un gruppo di monaci
benedettini che vi costruirono accanto un importante monastero.
Nel '300 la chiesa e il monastero furono rinnovati seguendo il gusto
gotico; di quell'intervento resta l'interessantissimo portale. La
chiesa fu privata dei suoi mosaici nel 1747. Durante la Seconda
Guerra Mondiale la chiesa venne bombardata e in seguito ristrutturata.

L'antica chiesa dello Spirito Santo, costruita nel V secolo.
Era originariamente un tempio ariano.
La basilica di San Francesco, ricostruita nel X-XI secolo
sopra ad un precedente edificio dedicato agli Apostoli e poi a San
Pietro. Dietro l'umile facciata di mattoni, sono presenti una navata
centrale e due navate laterali. Sono visibili frammenti di mosaico
della chiesa primitiva sul pavimento. In questa chiesa fu svolta
la cerimonia funebre di Dante Alighieri nel 1321; il poeta è sepolto
in una tomba a fianco della chiesa.
La chiesa barocca di Santa Maria Maggiore (525-532, ricostruita
nel 1671), che ospita un quadro di Luca Longhi. Uno stile barocco
è anche presenta nella chiesa di San Giovanni Battista, che presenta
anche un campanile medievale.
La basilica di Santa Maria in Porto (XVI secolo), con una
ricca facciata del XVIII secolo. Ha una navata centrale, due navate
laterali e un'alta cupola. Ospita l'immagine della famosa Madonna
Greca, che fu portata a Ravenna da Costantinopoli. La vicina Galleria
Comunale possiede diverse opere di pittori romagnoli. La Rocca Brancaleone,
costruita dalla Repubblica di Venezia nel 1457. Precedentemente
parte delle mura della città, ora è un parco pubblico. E' divisa
in due parti: il castello vero e proprio e la cittadella, per un
estensione totale di 14.000 m2.
Il cosiddetto Palazzo di Teodorico, di fatto l'entrata della
precedente chiesa di San Salvatore. Al suo interno sono presenti
mosaici dal vero palazzo del re ostrogoto.
La chiesa di Santa Eufemia XVIII secolo, è l'accesso alla cosiddetta
Domus dei Tappeti di Pietra (VI-VII secolo), che possiede all'interno
splendidi mosaici provenienti da un palazzo bizantino.
Il Museo Nazionale.

Il Duomo di Ravenna oggi in uso è un edificio costruito nel
XVIII secolo seguendo la planimetria della primitiva cattedrale
che era stata costruita sul finire del IV secolo o nei primissimi
anni del secolo successivo, per volontà del vescovo Urso, che secondo
alcuni svolse il suo mandato attorno al 380.
Era un edificio di ragguardevoli dimensioni, a cinque navate,
ricco di marmi policromi. La primitiva cattedrale era dedicata alla
Santa Resurrezione. Dal nome del vescovo fondatore, Ursus, fu convenzionalmente
chiamata Basilica Ursiana. L'edificio fu ampiamente ristrutturato
nel X secolo (di quell'impianto restano ancora visibili la cripta
e il campanile).
Musei
- Museo Arcivescovile di Ravenna
- Museo Dantesco
- Museo degli Strumenti Musicali Meccanici "Marini"
- Museo Nazionale di Ravenna
- Museo Ornitologico e di Scienze Naturali
- Pinacoteca Comunale di Ravenna